domenica 12 agosto 2012

WINIFRED WOLFE- UN MATRIMONIO PERFETTO

Winifred Wolfe, Un matrimonio perfetto, Elliot, pp.251

Non lasciatevi ingannare dalla copertina tutta rosa con l'immagine di una signorina abbigliata come Audrey Hepburn sopra; non si tratta di un'opera facilmente liquidabile coma "romanzetto rosa". Vi troverete davanti, invece, ad una raffinata commedia scritta nel 1961 dalla sceneggiatrice Winifred Wolfe e, sino ad ora, sempre ristampata. Vi troverete catapultati nella Boston degli anni cinquanta, dove l'affascinante diciottenne  Chantal vive con la madre francese Germaine, ex ballerina delle Follies Bergere, il padre John, antiquario e l'arcigna nonna paterna, corteggiatissima dai migliori partiti della città ma eternamente indecisa.
Dopo essersi fidanzata contemporaneamente con tre diversi ragazzi, i genitori decidono di trasferirsi a New York, inculcando nella figlia l'idea che solo il matrimonio potrà darle stabilità e sicurezza, mettendo soprattutto fine alle ansie paterne. Chantal decide di dedicarsi totalmente a questo progetto, cambiando a tale scopo diversi impieghi, fino a quando, quasi per caso, incontrerà il fotografo Eugene Wright e capirà subito di aver trovato la persona giusta. Ci vorranno della astuzie per convincerlo a sposarsi ma ben presto inizierà la loro vita matrimoniale, idilliaca fino a quando...
La forza dell'opera risiede, secondo me, nei dialoghi, brillanti e divertenti, fulminanti e arguti. Mi piace molto anche l'idea - un pò datata - che il matrimonio sia un rapporto da curare, in cui impegnarsi giorno per giorno, dove sia le mogli che i mariti debbano fare la loro parte. Ho amato molto anche il rapporto tra Chantal e la madre, l'elegante, raffinata, saggia, comprensiva, fantasiosa e anticonformista "maman", vera protagonista del romanzo, il cui fascino francese non viene per nulla oscurato dalla figlia, giovane e bellissima, inesperta ed  ingenua.
Attenzione, questo libro nasconde un segreto: come realizzare un matrimonio perfetto. Dovrete aspettare fino al decimo capitolo per scoprirlo, ma ne varrà la pena. Non l'ho ancora messo in pratica ma, sinceramente, ci sto facendo un pensierino...Nel frattempo vi do l'arrivederci a settembre ( vado a vedere cosa si legge in spiaggia di questi tempi.....) 

lunedì 6 agosto 2012

IL CIRCOLO DELLE INGRATE- VON ARNIM

Elizabeth von Arnim, Il circolo delle ingrate, Bollati Boringhieri, 2012, pp. 393

E' certamente l'ironia il tratto distintivo di Elizabeth von Arnim, pseudonimo di Mary Annette Beauchamp, scrittrice inglese nata a Sidney nel 1866. Ironia che riscontriamo subito fin dalla prima pagina del libro: "Era una ragazza molto avvenente, e avrebbe dovuto pensare solo a divertirsi (...) Invece sprecava il tempo in assurde meditazioni sui misteri dell'esistenza, su perchè e percome  privi di risposta che di norma, tra le donne, sono esclusivo appannaggio di anziane e bruttine." E ritroviamo anche nelle "Conclusioni", quando fa dire al pastore Manske. "La morale di questa storia (...) è semplicemente che tutte le donne stanno meglio sposate. (...) Ma la carne delle femmine è assai debole. Non sa reggersi da sola. (...) Necessita di una guida costante." E' un'ironia amara e pungente, quella della von Arnim, che nel 1902 rifletteva sul ruolo della donna e il suo destino e sulla mancanza di valide alternative al matrimonio. Quest'ironia, però, abbraccia tutto il romanzo, prendendo in giro diversi personaggi, a cominciare dalla protagonista, Anna Estcourt, avvenente venticinquenne inglese che, dopo essere stata costretta a vivere - in quanto orfana- alle spalle dell'acida cognata, riceve un'inaspettata eredità dall'amato zio Joachim, sotto forma di una tenuta nel nord della Germania. Anna decide di trasferirvisi immediatamente e di condividere la felicità per l'improvvisa indipendenza con dodici sconosciute indigenti, scelte dopo una rigida selezione. Ha così inizio una storia divertente e originale  che scorre veloce per quasi quattrocento pagine e che accellera sul finale, incollando il lettore alla pagina. Sulla von Arnim avevo letto- sul web- cose terribili, invece sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire una scrittrice arguta  e anticonformista, moderna e pungente ma soprattutto padrona del linguaggio e maestra nel tirare le fila della storia.
Che piacere apprendere che l'editore ha già pubblicato altri diciassette romanzi di questa scrittrice. Tutta da scoprire.