lunedì 30 luglio 2012

PERCHE' ESSERE FELICE...- J. WINTERSON

Jeanette Winterson, perchè essere felice quando puoi essere normale?, Mondadori, 2012, pp. 206

Può un libro cambiarti la vita?
Secondo l'autrice "..la narrativa e la poesia sono una terapia, una medicina". "I libri per me sono una casa", "...un calore, un focolare. Mi siedo a leggere un libro e avverto una sensazione di tepore." E anche "La scrittura è stata la mia via di fuga." E ancora : "...i libri erano zattere. Nei momenti peggiori, mi reggevo in equilibrio su di un libro e i libri mi portavano in salvo nella bufera di sentimenti che mi lasciavano bagnata fradicia e tremante." A lei l'hanno cambiata davvero, permettendole di lasciare Manchester e la povertà della classe operaia alla quale apparteneva e di andare a Oxford, laurearsi in letteratura e diventare una scrittrice di successo. Queste le gioie. Ma, con lucidità e coraggio, Jeanette Winterson non ci nasconde neppure nessuno dei dolori della sua vita, mettendosi a nudo nella ricostruzione  della sua esistenza dall'infanzia ai cinquant'anni, dall'adozione- prima grande ferita della sua esistenza, la "perduta perdita"- fino alla ricerca della madre naturale, in un percorso frammentario, perchè frammentario è il ricordo, difficile e doloroso, ma anche ironico e sempre sorretto dalla speranza. Perchè, come ci dice la Winterson, "finchè viviamo, finchè avremo respiro, abbiamo sempre un'altra oppurtunità".
Alla domanda iniziale non so rispondere. So però che ci sono libri che più di altri hanno la capacità di metterti di fronte a te stesso facendoti rivivere eventi e sentimenti che pensavi di aver spazzato ben bene sotto al tappeto, ed è come guardarsi in uno specchio: fa paura ma non siamo soli, qualcuno prima di noi ha già vissuto tutto questo ed è sopravvissuto. Forse vale la pena non scappare più e guardare in faccia i propri demoni: lei ce l'ha fatta, forse possiamo farcela anche noi.
E forse potremo sorridere con lei, alla fine del libro, e guardando la sua foto, idealmente, abbracciarla.

lunedì 23 luglio 2012

AGATHA CHRISTIE

Cinquanta sfumature di giallo, ovvero quando un racconto ti salva la vita

Pensavo di farcela. Ci ho provato, ma niente da fare. Senza un libro ci sto male.
Al terzo giorno ero così nervosa che ho litigato con mio marito e non sono riuscita a godermi appieno due giorni da sola con la mia dolce bambina. La terza sera, a mezzanotte, ho preso a vagare disperata davanti alla mia Billy e mi è caduto l'occhio su di un libro comprato per sbaglio, "La Signora del delitto" di Agatha Christie. Ho riscoperto la Christie l'anno scorso, quando "Il Corriere della Sera"  ha pubblicato alcuni tra i suoi libri più famosi e ne ho approfittato per comprarmene qualcuno che non ricordavo di aver letto. Avrei voluto leggere la sua autobiografia che però- mi hanno detto- non viene più pubblicata. Peccato. Di questo libro mi ha tratto in inganno il titolo, pensavo si trattasse di un altro scritto autobiografico. Invece si tratta di una serie di racconti, raccolti negli oscar junior ( Mondadori), per ragazzi dagli undici anni in poi.
Bé, mi hanno salvata.
Quello che mi piace della Christie è l'atmosfera da vecchia Inghilterra, tipo pizzi, arsenico e vecchi merletti, affascinanti e antiche dimore, vecchie signorine e inquietanti governanti, biblioteche polverose ( con cadavere) e tanto altro. Non importa che si tratti di una tra le scrittrici più lette e conosciute di tutti i tempi, non importa se il vicino di ombrellone sta leggendo un suo libro, e non importa neppure se trovate i suoi libri in edizione tascabile all'edicola sotto casa. Accantonate tutte le vostre snobistiche riserve e, quando avete tempo, tra un libro e l'altro, riscoprite questa bravissima scrottrice molto "pop" e, in questo caso, giustamente e meritatamente "pop". Ne ho letti tanti altri - di gialli- e se fossi un critico di quelli che stroncano avrei una lunga lista. Arguti, essenziali, interessanti ( e allo stesso tempo rilassanti) come lei pochi.
C'è solo un problema: crea dipendenza.

lunedì 16 luglio 2012

"AMORI E FOGLIE DI TE" - GANESHANANTHAN

V.V.Ganeshananthan, Amori e foglie di tè, Garzanti, 2008, pp.305

E' capitato che, dopo l'ultimo libro letto, abbia ordinato dei libri che tardano ad arrivare. Ed è anche capitato che sia andata per tre giorni, con i bambini, a trovare i miei genitori senza portarmi alcun libro. Pensavo di resistere, invece, in una sera di pioggia, ho pescato dalla libreria di mia sorella un vecchio romanzo di Rosamunde Pilcher, godibile nelle sue opere maggiori, ma assolutamente noiosa e banale in quello che ho trovato io. Al rientro, mentre rimuginavo sui libri che non arrivavano, mi è capitato tra le mani l'opera d'esordio della scrittrice srilankese, che vive a New York, dal nome complicato ma dallo stile poetico e accattivante. Yalini, la voce narrante, è una ragazza nata a New York  da genitori emigrati dallo Sri Lanka per sfuggire alla guerra quasi trentennale che dilania il loro Paese, tra la minoranza etnica tamil e la maggioranza singalese. Quello che leggiamo è il suo tentativo di ricostruire la storia della sua famiglia attraverso i racconti dei suoi genitori e dello zio materno Kumaran, malato terminale che trascorre gli ultimi mesi attorniato dai parenti a Toronto, luogo neutro e asettico che fa da sfondo ai racconti della sua vita, segnati soprattutto dall'appartenenza alle tigri tamil, intrecciati inesorabilmente alle vicende del suo Paese. Saga familiare al profumo di spezie che ci accompagna in un viaggio in un Paese lontano e poco conosciuto, mostrandocelo attraverso le elaborate cerimonie religiose induiste; e sarà proprio attraverso funerali e matrimoni, nel nuovo e nell'antico mondo, che proveremo a ricostruire  le storie dei protagonisti che, come in ogni famiglia, nascondono dei segreti.
Meravigliosa grandezza della letteratura: sono andata e tornata dallo Sri Lanka e non sono nemmeno stanca!  

lunedì 2 luglio 2012

IL LIBRO SELVAGGIO - VILLORO

Juan Villoro, Il libro selvaggio, Salani, 2008, pp. 218

E' una dichiarazione d'amore ai libri e alla lettura questo splendido romanzo dello scrittore e giornalista messicano Juan Villoro. Il tredicenne Juan, per l'improvvisa separazione dei genitori, è costretto a trascorrere le vacanze dallo stravagante zio Tito, possessore di un'immensa casa-biblioteca, dove si può camminare per ore, dove per non perdersi è necessario avere con sé una campanella e dove si possono vivere avventure entusiasmanti. Juan scoprirà che i libri si spostano senza essere visti, hanno ognuno un proprio carattere, si cercano il proprio lettore ideale, ciascuno è  uno specchio che riflette quello che il lettore pensa...E molto altro. Che saper leggere è un talento. Che i libri vanno condivisi e che i grandi lettori aggiungono qualcosa ai libri che leggono, migliorandoli. Juan sarà impegnato nella ricerca del misterioso "Libro selvaggio", che si farà leggere solo da un lettore speciale. Ma in questa ricerca troverà anche sé stesso e l'amore.
Una menzione particolare va alla figura dello zio Tito: personaggio profondo divertentissimo, vera anima del romanzo che beve litri di the alla pipa, cucina ispirandosi ai romanzi e intraprende la relazione col nipote - che non conosce - parlandogli dei suoi difetti. Geniale.

TONY E SUSAN - WRIGHT

Austin Wright, Tony e Susan, Adelphi, 1993, pp. 408

E' stato il mio libraio a consigliarmi questo libro del '93 ripubblicato l'anno scorso da Adelphi e devo ammettere che mi ha inquietato ( ed era sicuramente un intento dell'autore) e mi ha un pò deluso ( e non credo fosse un intento dell'autore).
L'aspetto più interessante consisite - a mio parere - nell'architettura del romanzo, costituito in parte dal romanzo d'esordio di Edward Sheffield, "Animali notturni", e in parte dalla lettura che na fa la sua ex-moglie Susan Morrow, alla quale Edward ha spedito l'opera per averne poi un giudizio. Le due parti sono sapientemente calibrate grazie ad un'alternanza di pagine del romanzo di Edward e pause nella lettura, accompagnate da riflessioni, piccoli gesti e ricordi di Susan. Ed è proprio nei pensieri e nelle riflessioni che accompagnano la lettura che sta' la grandezza di questo romanzo, che ci fa entrare direttamente nella testa di Susan, nei suoi sogni, nei suoi pensieri più banali o profondi, nelle sue paure inconfessate e nei suoi tanti ricordi. Ho apprezzato anche le riflessioni sulla lettura e la scrittura e l'uso del linguaggio, così immediato e apparentemente semplice.
Il resto, ovvero la trama angosciante e tragica del libro di Edward, avrei preferito non conoscerla e cercherò di dimenticarla in fretta. Soprattutto se avrò ancora intenzione di intraprendere un viaggio notturno in autostrada. Ma...de gustibus. Finale deludente.
 

GOL, INIZIA IL CAMPIONATO - I LIBRI DI PIETRO

Luigi Garlando, "GOL - Inizia il campionato", ed Il Battello a vapore, pp. 158

C'è voluto un pò prima che Pietro si decidesse a leggere questo romanzo sul calcio, il terzo di una lunga serie. Vi si narrano le avventure delle "cipolline", una squadra di calcio di otto bambini, con due ragazzine agguerrite in difesa, allenati dall'ex calciatore e cuoco Gaston Champignon. In questa terza avventura, dopo aver costituito la squadra, giocano il loro primo vero campionato, tra allenamenti, saggi di danza, litigi e scherzi.
Pietro dice: "Questo libro è fantastico perchè ti insegna ad allenarti con cose semplici e poi perchè- oltre alle parti scritte - ci sono i fumetti". 

L'INSALATA ERA NELL'ORTO, I LIBRI DI PIETRO

Nadia Nicoletti, "L'insalata era nell'orto", ed. Laboratorio Salani, pp.145

Con questo libro, che a casa nostra è diventato un "classico", prende il via anche la sezione dedicata ai bambini della scuola primaria, costituita dai libri letti e apprezzati da mio figlio Pietro, nove anni quasi.
L'abbiamo trovato per caso in biblioteca e abbiamo deciso di comprarlo perchè ci sono tante informazioni interessanti sulle piante dell'orto, su come coltivarle, sugli animaletti che ci vivono e tante ricette semplici  e naturali da fare con le proprie verdure assieme ai bambini, il tutto corredato da bei disegni. Per "contadini" in erba e bambini curiosi.
Pietro dice: " Le parti che preferisco sono: le ricette e le spiegazioni su come costruire un abbeveratoio e una mangiatoia per uccellini."